Uno dei tanti dilemmi…

Questa la dedico a chi pensa che catalogare le nuvole sia facile 😉 Foto scattata al tramonto del 4 luglio 2023 al mare (ma dai, che strano!!!), nei pressi del faro di Bibione (VE), in una riserva naturalistica di grande bellezza. Distinguere il generi di nubi è in questo caso, come in mille altri, abbastanza impegnativo. Le unità costituenti questo banco di nuvole sono almeno in parte così piccole da poter ricordare il genere cirrocumulus, il classico cielo a pecorelle, quello che preannuncia maltempo. E in effetti il giorno dopo il tempo si è presentato variabile, con un evento temporalesco in mattinata. Ma la presenza di parti in ombra (esaltate dal sole radente) tradiscono la vera natura di queste nubi, perché in effetti gli altocumulus le hanno, i cirrocumulus no. Ma non solo: il radiosondaggio di quel giorno indica uno strato molto umido posto all’altitudine consona per gli altocumuli, tra i 3000 e i 5000 metri; i cirrocumuli sono invece nubi “altolocate”, che possono tranquillamente levitare a 10 chilometri dal suolo. Il dado è tratto, quindi… ma anche in questo caso ho rischiato di cadere nei trabocchetti che le abitanti del cielo si divertono a tendere a noi cloudspotters!

Affreschi di cielo

Premetto una cosa: questa è una fotografia, non un quadro. Siamo a Trani, nel marzo 2023. L’amico Claus ha avuto la fortuna e l’accortezza di immortalare questa meraviglia dal porticciolo della cittadina pugliese affacciata sul mare Adriatico. L’immagine è di una tale bellezza che mi riesce strano procedere alla classificazione di quelle nubi lassù, che si tingono dei colori del tramonto… mi sembra quasi di voler riportare sulla terra qualcosa che appartiene al mondo dei sogni. Però lasciatemelo dire: ancora una volta le amiche nuvole riescono a dare un tocco di magia ad un quadretto già pregevole di suo. Perché quella strisciata di rosa e grigio e quelle forme globulari sembrano opera di qualche maestro della pittura che si trastulla a decorare la tela del cielo. Una tela assai particolare, eterea, che richiede un colpo di pennello davvero lieve 😉
OK, basta fantasticare! Quelle nubi che se ne stanno appese a mezz’aria appartengono alla specie altocumulus, genere lenticularis. In quota soffiano senza dubbio correnti tese, e in questi casi basta la presenza di modesti rilievi per dare vita a forme arrotondate o allungate, dai bordi levigati.
Che dire… grazie Natura, e grazie Claus 😉

Un momento tutto d’oro

Nonostante la durata della loro vita ci possa apparire miserrima, sono convinto che le nuvole siano entità felici e fortunate.
Esse hanno tutta la mia invidia in due particolari momenti della giornata: l’alba e il tramonto. Perché è proprio in queste occasioni che le nostre vaporose amiche godono di un posto in prima fila dinnanzi ad un palcoscenico dai mille colori. Se ne stanno lì, senza nemmeno aver pagato il biglietto, a gustarsi lo spettacolo, magari chiacchierando del più e del meno, di come si è vestito il signor Cumulonembo o della pancetta che ha messo su la signora Stratocumulo… fa sorridere? Beh, vi sfido a dimostrarmi che non è vero! 😉
Ho già presentato in passato alcune foto a riguardo (qui, per esempio), e in questo post riporto un altro esempio dei privilegi di chi abita in cielo. Questi altocumuli sono “nati” nel momento giusto per godersi uno straordinario tramonto sul lago di Garda, immortalato grazie alla sensibilità dell’amica Alessandra.
Potrei definirmi felice e fortunato se io fossi una di quelle nuvole e se la mia vita fosse fatta di quell’unico, meraviglioso momento colorato? Io dico di sì, assolutamente sì. E non m’importa che il benpensante di turno arricci il naso ricordandomi certi “valori” tipici di questa società malata: il sacrificio, il successo, il lavoro, il denaro e l’enorme quantità di tempo ad essi dedicata. Io vorrei essere lassù, a godermi quell’intermezzo di felicità assoluta e incondizionata. Pochi giri di lancette che valgono molto più di una vita di orrida normalità. Dal nulla alla felicità, e ritorno. Io ci starei, eccome.

PS: preso dalla narrazione, dimenticavo l’aspetto nefologico! Trattasi, come detto, di nuvole del genere altocumulus. La specie stratiformis (ampia estensione orizzontale) dovrebbe essere quella prevalente, anche se in condizioni di luce radente l’errore è sempre dietro l’angolo. È possibile infatti che i colori così accesi esaltino fin troppo i volumi e le volute, donando corposità a quello che potrebbe essere un banco di nubi ben più esile e sfilacciato. Per placare la curiosità del contemplatore di nuvole ci vorrebbe una foto scattata un poco prima. Ma non fa nulla: l’attimo più importante è stato colto 🙂

La bellezza in cielo

Potremmo disquisire a lungo sul motivo per cui questa strisciata di altocumulus abbia una forma così sinuosa, quasi fosse un’increspatura che scorre su un fondale basso e irregolare e che si adagia gradualmente sul bagnasciuga. La deformazione potrebbe essere dovuta al passaggio di una corrente mediamente settentrionale, che attraversando le Alpi viene deformata, con parte dell’umidità che condensa e genera questi altocumulus, destinati senza dubbio a vita breve.
Tutto sommato, la disquisizione non sarebbe poi così importante… ciò che conta è che qualcuno (Marco, in questo caso, utente luppolastro sul forum di MeteoTriveneto) abbia avuto la prontezza e la sensibilità di immortalare questo momento e di ricordarci quanta bellezza ci sia lassù, in cielo, lontanissimo dalle nostre preoccupazioni terrene.
Io cerco di non dimenticarlo mai, nemmeno nei momenti più bui. Perché è una delle cose che mi tiene VIVO.

Nuvole e latino

Lo sappiamo, la nostra bella lingua latina è stata adottata da scienziati e studiosi per designare gli esseri viventi, e non solo: è ampiamente usata in astronomia e in tanti altri sistemi di classificazione in ogni angolo del mondo. Nemmeno le nubi si sottraggono al fascino di questa lingua, che fortunatamente non è per nulla morta! E così eccomi a presentarvi uno stupendo esemplare notturno di altocumulus stratiformis undulatus translucidus. È altocumulus perché nube composta da unità relativamente piccole, abbastanza distinte, con ombre proprie, poste a quote medie; è stratiformis perché si estende orizzontalmente per gran parte del cielo; è undulatus perché la disposizione delle unità costituenti ricorda (più o meno) le onde del mare; è translucidus perché il complesso nuvoloso lascia intravedere l’astro che si trova dietro, in questo caso la luna. Certo, lo potremmo chiamare altocumulo stratiforme undulato translucido… ma volete mettere l’eleganza e la musicalità degli stessi termini formulati in latino? 😉