La nube misteriosa

Non valgo molto come fotografo, ma in questo caso sono riuscito a catturare una “preda” di tutto rispetto, perché la foggia di questo cumulonimbus capillatus incus è singolare e degna di attenzione. Personalmente non ricordo di aver visto un updraft (la colonna di aria calda e umida in ascesa che alimenta la torre nuvolosa) presentare a metà strada una strozzatura del genere, per poi riprendere vigore e volume a quote più alte. Si direbbe che l’updraft abbia cozzato contro uno strato d’aria ostile alla convezione (alla crescita della nube, in altre parole) e che sia riuscito a “bucare” l’ostacolo solo dove esso era più vigoroso, come una sottile membrana di gomma che viene lacerata nel punto di massima pressione. Più sopra le condizioni di temperatura e umidità tornano ad essere favorevoli allo sviluppo del cumulonembo, che si dispiega generando un’incudine (incus) dalla forma particolare… e un po’ striminzita, mi verrebbe da dire in un gergo poco tecnico! I lunghi filamenti ghiacciati che si dipartono dall’incudine fanno inoltre ricadere il cumulonembo nella specie capillatus.
Ora: la mia analisi sulla strozzatura è plausibile, ma non è detto che sia la verità 😉 Per capire “al volo” ciò che succede in cielo dovremmo avere tutt’altri occhi; se fossimo sensibili agli infrarossi, per esempio, potremmo seguire i complicati movimenti che avvengono in una situazione come questa, di forte instabilità atmosferica, con aria calda che sale e correnti fredde che precipitano al suolo.
Ciò che ho scritto rimarrà quindi un’ipotesi, che tra l’altro non trova conforto nei radiosondaggi di quel giorno. Se davvero questo strato atmosferico esistesse, dovrebbe essere evidenziato da un temporaneo aumento di temperatura con la quota, cosa che invece non trovo al link http://weather.uwyo.edu/upperair/sounding.html. Mi consolo con il fatto che il radiosondaggio è riferito ad una località piuttosto distante dal luogo in cui ho scattato la foto.
Dunque…? Beh, godiamoci questa stranezza del cielo, consapevoli che forse nemmeno i più autorevoli nefologi potrebbero capire cosa sia veramente successo!

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