
Questo spettro di Brocken, fotografato nel dicembre 2025 sulla mia adorata Panoramica, ha trasformato un normale giro in bici in un’esperienza che non dimenticherò. Lo ammetto, quel giorno ci speravo fin dal primo chilometro. Sapevo che le possibilità di assistere a questo fenomeno ottico non erano molte, perché molte condizioni devono verificarsi contemporaneamente. L’osservatore deve trovarsi in una posizione sopraelevata, su un costone di una montagna o di una ripida collina. Al di sotto, a breve distanza, deve trovarsi un mare uniforme di nubi orografiche o nebbia di pendio in aria stabile con poca o nessuna turbolenza. Dulcis in fundo, il sole deve essere relativamente basso, alle spalle dell’osservatore. Quel giorno tutto si è incastrato alla perfezione, ed è stato fantastico. Per oltre mezz’ora ho potuto vedere la mia ombra, di dimensioni apparentemente gigantesche, contornata da una gloria, aloni colorati concentrici, seguirmi ovunque. Perché si verifica la gloria? Diciamo che è una questione di interferenza… in pratica, parte della luce proveniente dal sole entra nelle goccioline della nuvola e subisce una riflessione, un’altra parte lambisce la gocciolina, si incurva per diffrazione e torna anch’essa indietro, verso l’osservatore. Questi due contributi prendono quindi la stessa direzione, avendo però percorso distanze diverse: hanno quindi una differenza di fase. Questa è la chiave dei colori che cingono la nostra testa. Me la sono cavata con poco, ma il succo è questo 😉 L’importante è aver potuto godere di un fenomeno del genere, per la prima volta nella vita. Curiosità: se vicino a me ci fosse stato un altro osservatore, ognuno avrebbe visto la propria gloria, e non quella dell’altro! 😀