Altissime, purissime… leggerissime!

Domenica 2 luglio 2017 in molte zone del Nord Italia si è potuto assistere al fenomeno delle nubi nottilucenti. Questo spettacolo avviene grazie alla presenza di minuscoli cristalli di ghiaccio ad una quota di circa 80 km.
Le nubi nottilucenti sono molto diverse dalle nubi “ordinarie”, quelle che siamo abituati a osservare tutti i giorni nei nostri cieli. Esse si formano infatti a grandi altitudini, al tetto della mesosfera, contro un massimo di 10-12 km delle nubi troposferiche, e sono quindi difficilmente individuabili. Le nubi nottilucenti hanno un aspetto fibroso, presentano colori che vanno dal bianco argenteo all’azzurro-blu e assomigliano vagamente ai cirri; trovandosi in regioni dell’atmosfera in cui la densità dell’aria è migliaia di volte più bassa di quella troposferica, esse sono talmente eteree da lasciar intravedere le stelle! Dato che questo tipo di nubi si forma dove la temperatura oscilla tra -70 e -100 gradi centigradi, le nubi nottilucenti sono costituite da particelle di ghiaccio di dimensioni microscopiche.
La catalogazione di questo particolare tipo di nubi è piuttosto recente e la formazione non è ancora del tutto chiara, ma la loro presenza rivela che anche ad altissime quote è presente una sia pur ridottissima quantità di acqua e corpuscoli. Aspetto curioso è che parte di questo particolato potrebbe essere costituito da polvere meteorica prodotta dai corpi di origine extraterrestre che si disintegrano a contatto con l’atmosfera.
Non tutti i terrestri hanno il privilegio di poter osservare le nubi nottilucenti, perché esse sono visibili grosso modo tra il 45° e il 70° parallelo nord e sud. Il periodo ideale è il semestre caldo, dopo il tramonto, quando la luce solare le mette in risalto rispetto agli strati più bassi dell’atmosfera immersi nell’oscurità; si osservano sempre guardando in direzione del polo. Appare inoltre evidente che la loro osservazione sia diventata più frequente negli ultimi decenni, aspetto che molti collegano alle attività umane ma che forse, più semplicemente, dipende dal fatto che l’osservazione sistematica delle nuvole risale a tempi piuttosto recenti… un tempo c’era altro a cui pensare!
L’immagine è di proprietà di Paolo Massalin, utente pAoLiNo sul forum di MeteoTriveneto

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