
A me questa sembra proprio una radiografia fatta in cielo! La lastra di un braccio con le 5 dita, lo snodo del polso, l’ulna e il radio. Curioso? Fino ad un certo punto… il traffico di cristalli di ghiaccio e goccioline d’acqua in cielo è intenso, e con il vento che continua a sparigliare le carte non è poi così straordinario che nascano combinazioni come questa.
Il mio nefologo personale, il GPT che ho creato per il riconoscimento delle nuvole, è meno fantasioso ma sicuramente più preparato di me e ha confermato la mia classificazione. Quelle lunghe striature appartengono al genere Cirrus, con una notevole presenza della specie fibratus: filamenti sottili, allungati, spesso delicatamente curvi, costituiti da cristalli di ghiaccio. In qualche punto la trama diventa più complessa, quasi piumosa, mentre nella parte alta dell’immagine un’altra nube si allarga e si fa più uniforme. Proprio sulla nube in alto ho avuto qualche contrasto con il mio GPT: per me è cirrocumulus, per lui cirrostratus. Ma vabbè, non ci scorneremo per questo dettaglio, perché il centro della scena è un altro.
E allora mi diletto a rimirare questo scherzo della Natura, osservo le fibre partire da sinistra, raccogliersi, separarsi, intrecciarsi di nuovo. In alcuni punti sono sottilissime, in altri si allargano in ciuffi luminosi.
Lassù, a quote di diverse migliaia di metri (siamo al tetto della troposfera, a quasi 10 km dal suolo), non c’è niente di rigido, naturalmente. Nessun osso, nessuna vertebra, nessuno scheletro. È soltanto ghiaccio sospeso nell’aria, plasmato dalle correnti.
Rispetto ad altre immagini pubblicate in questo sito, di fantasia, questa volta, non ce ne vuole poi molta 😉
Foto scattata nei pressi di Bolzano dall’amico Walter nel settembre 2025