
Questa immagine, scattata a Londra dall’amico Carlo, è un concentrato di spunti per il cloudspotter. Intendiamoci: le nuvole ritratte non sono particolarmente significative dal punto di vista nefologico e non possono dare vita a nessun fenomeno di rilievo. Eppure molte sono le considerazioni che può fare un osservatore del cielo davanti a questa suggestiva foto, dove sembra che vanitose abitanti dei piani alti si scrutino compiaciute nell’acqua. Prima fra tutte, la questione della classificazione… perché le nuvole, lo sappiamo, sono esseri sfuggenti e capricciosi. Ad un primo sguardo si potrebbe pensare infatti a cumulus, ma non è così! La caratteristica del cumulus è lo sviluppo verticale, più o meno accentuato a seconda dello stadio di crescita, mentre in questo caso le vaporose presenze risultano piuttosto appiattite. E c’è un altro dettaglio che fa propendere per una specie diversa: nei cumulus le “cupole”, i rigonfiamenti che fanno assomigliare queste nuvole a dei carciofi cresciuti in cielo, devono necessariamente essere uno solo per nuvola. Qui, invece, dalla base si alzano più “torrette”, piccole ma abbastanza evidenti in alcune unità. Ecco perché possiamo catalogare queste nubi come appartenenti al genere stratocumulus, “parenti” dei cumulus poco inclini alla verticalità. Ma non è mica finita qui 😉 Osservando bene la foto, le strisciate di nuvole sembrano convergere verso l’orizzonte; si può quindi introdurre la varietà radiatus. E se c’è la varietà radiatus, vuol dire che il vento in quota sta soffiando con una certa intensità! Ma se il vento soffia forte e le nubi si presentano solo in unità distinte, divise da ampi squarci di azzurro, l’umidità è certamente bassa ed eventuali gocce di pioggia difficilmente raggiungerebbero il terreno. Si potrebbe andare avanti così per un po’, ma non vorrei annoiare i miei 25 (magari!) lettori (cit. 🙂 )
