Omaggio al ciclista fotografo

Era tanto che volevo rendere omaggio all’amico (virtuale, almeno per ora) Marco (qui il suo interessante blog) e oggi ne ho finalmente l’occasione. Le sue escursioni ciclistiche hanno sempre qualcosa di magico: albe spettacolari, luoghi superpanoramici, siti di grande valore storico e naturalistico. Non posso dire che in questa foto scattata il 27/12/2021 si sia superato, semplicemente perché ne ho viste di altrettanto belle 😉 ma questa mi ha colpito per un dettaglio; essa può essere usata, così com’è, per spiegare perché il cielo è rosso-arancio all’alba e al tramonto e azzurro-blu durante il giorno.
Cominciamo con il dire che la luce del sole ci appare all’incirca bianca perché il bianco è la somma di tutti i colori che la nostra stella emette grazie ai processi di fusione nucleare. Poi dobbiamo tirare in ballo un fenomeno (chiamato in fisica scattering) per il quale la luce del sole, attraversando la nostra atmosfera, viene progressivamente impoverita di alcuni suoi colori, principalmente il blu, giungendo ai nostri occhi leggermente gialla o, quando i raggi attraversano “di taglio” l’atmosfera, addirittura rossa o arancione. Ebbene, in questa foto ci troviamo in un momento di transizione, in cui osserviamo entrambe le situazioni. Con il sole sospeso poco sopra l’orizzonte, la luce radente subisce ancora un forte impoverimento della componente blu e anche di quella gialla, colorando il paesaggio di rosso e arancione. Nel frattempo la dispersione del blu in atmosfera, sulla verticale dell’osservatore, inizia a donare al cielo le tinte caratteristiche del dì.
Il banco di altocumuli disposti in orizzontale funge curiosamente da divisorio tra la notte ormai trascorsa e il giorno che sta nascendo. Le nubi più basse, a contatto con il terreno, appartengono invece al genere stratus… ma le possiamo più semplicemente chiamare nebbia!
Ho scelto questa foto anche perché vi compare una bici… e sia io che Marco sappiamo quale importanza abbia questo strano e meraviglioso aggeggio nelle nostro vite 😉

Devo aggiungere un post scriptum perché Marco sta pubblicando foto in un vertiginoso crescendo di bellezza 😉 Ecco dunque l’alba di qualche giorno dopo, il 30 dicembre 2021, in cui un banco di altocumulus si tinge di un fantastico rosso-arancio. Furbe le nuvolette: se ne stanno alte, a quattromila metri di quota, senza la minima intenzione di scendere e sporcarsi le scarpe con il fango depositato sulla pianura e che noi cittadini, molti senza esserne nemmeno consapevoli, respiriamo ogni giorno :-/

2 pensieri su “Omaggio al ciclista fotografo

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